5^ GIORNATA: AVELLINO 0-2 LECCEAVELLINO (3-4-2-1): Pantanelli; Maietta, Mengoni, De Angelis; Sestu, Anastasi, Di Cecco (29’st Bracaletti), Porcari (32’st Quadri); Salgado (38’st Kenesei), Paonessa; Pellicori. A Disp: Gragnaniello, Conticchio, Sirignano, Carbone. All.: CarboniLECCE: Rosati; Polenghi, Diamoutene, Cottafava; Ariatti, Munari, Zanchetta (10’st Angelo), Vives, Mihoubi (21’st Schiavi); Abbruscato (41’st Tulli), Valdes. A Disp: Benussi, Lovrecic, Fabiano, Triarico. All.: Papadopulo
ARBITRO: Ayroldi di Molfetta
MARCATORI: 37’ Valdes (Rig.), 40’st Munari
NOTE: Cielo sereno, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Vives, Valdes, Diamoutene, Zanchetta, Mihoubi, Porcari, Mengoni, Di Cecco. Espulsi: Angelo al 26` st e Maietta a gara conclusa. Recupero: 3` pt, 5` st
AVELLINO- Dopo due pareggi amarognoli, torna a gioire il Lecce. Il successo è di quelli pesanti, su un campo da sempre duro come quello di Avellino, il quale in campo ci ha messo tanto cuore, tanta grinta, ma nulla ha potuto con la praticità e la tecnica, nettamente superiore, d’un Lecce giunto alla seconda vittoria esterna, ma soprattutto al quinto risultato utile consecutivo. Serviva come il pane una vittoria così: per ridare morale e non far scappare le rivali. Ora però vietato cullarsi, perché martedì sera si va al Garilli, contro un Piacenza non proprio irresistibile.
Come a Trieste, e di sicuro la scena si ripeterà, i giallorossi hanno trovato avversari e clima infuocati. Con tanto di Ayroldi colpito da una bottiglietta e accerchiato dai giocatori di casa a fine gara, gli ammoniti sono stati ben otto, più due espulsi. I salentini, hanno resistito a tutto, hanno saputo soffrire e calare i colpo del kappaò all’occorrenza. Da sottolineare la prova davvero positiva della mediana salentina, e il grande sacrificio di Abbruscato, privo oggi del “gemello” Tiribocchi.
La gara. L’inizio è subito infuocato, si capisce che gara sarà. Dopo 240’’ trema la traversa di Rosati, per merito del tiro di Anastasi. Il Lecce però si organizza e chiude i varchi agli irpini, contrattacca pure, e al 17’ va vicino al gol con Cottafava, il quale non trova la porta dopo un corner. 60’’ ci prova Valdes, con Pantanelli che si supera. La gara vive di ribaltamenti di fronte, e al 24’ ci pensa ancora Anastasi a mettere i brividi a Rosati, che vede palla sorvolare la trasversale.
La gara però al 38’ vive l’episodio decisivo: De Angelis la tocca in area con la mano e Ayroldi fra il finimondo assegna il rigore. Dagli undici metri “El Pajarito” non sbaglia. A pochissimo dal riposo è Rosati il protagonista, bravo nel mettere in corner un bel tiro di Salgado. Sui va così al riposo fra fischi e bottigliette che volano verso l’arbitro. Scene bruttissime, d’un pubblico che proprio per questo turno aveva visto il suo “Partenio” riaprire, ma che ora rischia di chiudere meritatamente per un bel po’.
La ripresa ricomincia con l’Avellino che conduce il gioco, il Lecce, con ordine, si difende. Al 51’ Zanchetta, non al meglio, lascia il posto ad Angelo, il quale dopo soli 20’ va già a far la doccia. Poco dopo è Abbruscato a cercare di chiudere il match, ma l’ex granata paga la scarsa lucidità sotto porta.
Errore però perdonato all’84’, con un delizioso tacco smarcante per Munari, il quale non sbaglia davanti a Pantanelli. La marcatura chiude di fatto la gara, anche se qualche brivido corre ancora, specialmente nel recupero, quando Kenesei incoccia il palo. Poi ci sarà spazio solo per un altro brutto siparietto, firmato Maietta, cacciato a partita ormai finita per irripetibili insulti a Valdes. Coronamento d’una corrida che di buono ha solo la vittoria giallorossa.